Soggetti Cinematografici:

 

 

 

Déclic

 

Dal giorno della sua festa di laurea Luca non aveva fatto altro che sgranare una miriade di piccoli lavori, trovati con l’intento di rinviare il più possibile un angoscioso concorso al Ministero, tanto desiderato dai suoi genitori, ma in netto contrasto con la sua vocazione di scrivere racconti. Da sempre percepiva la vita come una grande storia, da sempre aveva la necessità di raccontarla. «L’esistenza è solo una passeggiata precaria, chi siamo noi per cementificarla nello stagno della stabilità?», pensava Luca riflettendo sulla sua vita…

10 risposte a Soggetti Cinematografici:

  1. tramedipensieri ha detto:

    ….in un primo momento sembra una storia un pò così, banale…oserei dire…ma successivamente è stato un flusso continuo di sorprendenti coincidenze…è la storia incalza. Vive.
    Non so altro che dire se non che è un racconto valido da poter presentare…o ripresentare se vuoi. Dove vuoi.

    Complimenti
    .marta

  2. @kantauri ha detto:

    Come soggetto non è affatto male, potrebbe venirne fuori un film più che godibile. I miei complimenti. Se posso azzardare qualche consiglio sulla scrittura, ci sono delle cosine qui e là che, a mio parere, andrebbero riviste. Solo un paio, per non risultare molesto (perdona la pignoleria, ma scrivo per lavoro): ‘imprecare’ è intransitivo; può essere anche transitivo, ma è un uso talmente raro e desueto che il risultato è che chi legge si convince, se non ha a portata di mano un dizionario, che lo scrittore abbia qualche difficoltà con l’italiano. Nella frase “Inoltre gli confermò che tutti in ufficio sapevano che l’idea del progetto fosse la sua”, l’uso del congiuntivo è errato: in una subordinata retta dal verbo sapere, che è un verbo assertivo, occorre l’indicativo. Perdona i rilievi: l’insieme è più che buono e, ripeto, secondo me con un buon copione ne viene fuori un film godibile. In bocca al lupo.

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Grazie per il prezioso lavoro di editing. Capita spesso di avere delle sviste… Sai, sono un artigiano della scrittura che lavora più sulle immagini, sulle idee, esclusivamente in tempo presente e terza persona, non ho velleità letterarie. Ovviamente c’è tanto da studiare e spesso si scrive frettolosamente: imperdonabile:-) Considera anche che ho fatto, velocemente, un copia e incolla del mio primo soggetto, scritto sei anni fa… Con gratitudine. Guido

  3. Daniele Poto ha detto:

    Sono d’accordo con un giudizio precedente. La fiction iniziale è un po’ faticosa e, a mio avviso, andrebbe snellita. Poi il plot ti prende ed è sicuramente adatto a un possibile film. Per me Guido dovresti rimetterci le mani e semplificare. Meno righe, più azione, più ritmo, più cinema. Un soggetto molto valido comunque

  4. tramedipensieri ha detto:

    A distanza di tempo non noto più la differenza come scritto nel commento precedente. Tutto ora scorre e questo in verità non so dirti se è cambiato il mio modo o veramente il tuo aver modificato può aver armonizzato il racconto.

    Un’ introduzione tranquilla che a tratti mostra che il tutto si svilupperà in un certo modo (pensa il lettore) invece…no, il seguito incalza sorprendentemente.

    La storia la ricordavo bene…rileggerla non mi ha”stancato”; non sempre rileggere entusiasma. E questo lo trovo importante almeno dal mio punto di vista.

    Racconto (o film) che pone il lettore a riflettere; a porsi domande.

    ciao
    .marta

    PS: Incrocio le dita; vorrei davvero leggere qui…che tutto è andato secondo i tuoi desideri e progetti.

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Il fatto che tu l’abbia trovato più fluido, e non stancante nella rilettura, mi conforta… Una sana sfoltitura gli deve aver fatto bene… Spero comunque di migliorare, almeno in quello che sto scrivendo ora… Per il resto non ci resta che continuare a “combattere” con amore. Ti ringrazio per la nitida visione. Un abbraccio. Guido

  5. Pu.Av ha detto:

    Caro Guido, è molto difficile giudicare la creatività altrui, ma tutti lo fanno con disinvoltura. Ho riletto bene il tuo racconto e mi sento solo di dirti di andare avanti così. P.A.

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