I’M AN ININFLUENCER

ininfluencers

Aspiro a diventare il più ininfluencer degli ininfluencers.

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TOTEM MEDIA

TotemMedia

Volta le spalle agli inutili social fatti di violenza verbale, d’ignoranza ottusa, di piccoli esseri umani arroganti che barano col mondo e con loro stessi, simulando livello, intelligenza, chiusi in un baratro profondo di disumana solitudine. Volta le spalle a chi ti insulta ruggendo al minimo respiro, determinato alla distruzione di massa di ogni altro pensiero. Volta le spalle ai soliti idioti, che creano e commentano stupidi post, che altro non fanno che contribuire a rafforzare la menzogna, distorcendo il senso comune, inquinando la realtà e il vero. Volta le spalle a chi condiziona ogni possibile via di uscita, ostruendo il passaggio a una nuova era, congelando tutto in  un pericoloso e oscuro medioevo. Volta le spalle a questa falsa socialità priva d’empatia, che altro non è che un amplificatore burattino di un sistema che rema contro a ogni rinascita, mentre seduti davanti a un dispositivo ci spegniamo, lentamente, come moccoli di candele prive di ossigeno e di destino. Volta le spalle a questo illusorio presente che sembra essere vivo, ma che brucia il domani in una perenne divisione, in un continuo inutile scontro senza motivo. E mentre il brusio di questo scellerato derby persevera allegramente, inconsapevole, in un labirinto delirante di papapero, la gente perde libertà, lavoro, dignità, vita, ma non virtualmente, per davvero.

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L’IGNORANZA DEL MALE

MontagnaDiLibriRocioBonilla

La tempesta letteraria, quella vera, non asservita, seppellirà il male sotto a una nevicata di libero pensiero.

 

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RES NOSTER

Quel silenzio arroccato come una fortezza, muta nell’attimo di sgretolarsi dentro a uno sguardo di dolore, perso nell’abbandono di un soffocante tradimento. Un silenzio scritto col sangue fraterno su di un’agenda rossa, macchiata da macabre risate che hanno squarciato senza scruppoli ogni verità, lacerandola in mille coriandoli di menzogne, rendendo l’anima opaca e morta, screditandola sotto a una pioggia di lacrime incandescenti che implorano un’irraggiungibile giustizia.

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RIEVOLUZIONE

stelle

Restaurare la bellezza eliminando a ogni passo quella patina di fumo che nasconde l’uomo, oltrepassare ogni certezza edificata per impedire l’avanzata del deserto dell’abbandono. Togliere quel graffio al cuore di aggressività e paura che allontana il mondo, rendendolo un ambiente ostile a ogni creatura. Tornare a respirare amore senza cercare profitto in una boccata di neve pura, con le tasche piene di frutti colti, camminando mano nella mano in compagnia della natura. Attraversare, in una vita, mille profili di montagne addormentate, illuminate dalla luna, per poi fermarsi a guardare, incantati, un cielo polveroso di stelle dissolvere il buio tetro con la luce dei nostri sogni migliori, senza temere più quella valle oscura che tutti noi accomuna.

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SENZA SAPERLO

FOLON

Senza saperlo mi hai insegnato a volgere lo sguardo verso il cielo, a credere in me stesso, a ritrovare il baricentro quando, perso nel dolore, affogavo nel pianto la mia voce, trafitto dall’indifferenza di un sogno che correva via saltellando, senza voltarsi indietro, senza neanche guardare. Mi hai insegnato a coltivare le mie zolle fertili, a nutrire la forza della pace, andando oltre le mediocri trappole quando il conflitto soffocava crudele ogni speranza, quando la calunnia puerile copriva le mie spalle con uno squallido mantello ordito ad arte, al fine di cancellare ogni gesto profumato, ogni candore disarmante. Mi hai insegnato che fare un passo indietro per amore vale un balzo nell’Universo, ti protegge dai sensi di colpa e dal rancore, anche se quel passo indietro non verrà mai apprezzato. Mi hai fatto capire che discutere un’idea falsa riempie il vuoto di chi ti vuole cancellare, togliendo senso alla verità, all’innocenza, e ho imparato che l’odio brucia nelle mani di chi lo genera, credendo scioccamente che sia potere. Mi hai insegnato a sentire quanto la sofferenza poi non faccia così male, a patto che, dopo averne assaggiato un sorso, si trovi il coraggio di lasciarla andare, guardandola allontanare come quando chi ami ti tradisce senza capire, e ti abbandona incapace di abbracciare. Mi hai fatto scoprire quanto sia bello e potente un piccolo gesto regalato, una mano calda posata sul futuro nel tentativo di scongiurare i danni di una falsità micidiale, travestita da caldo focolare, al solo fine di mascherare un cuore di cemento impoverito, giusto per darsi un tono, per mimetizzare. Per non abbandonarti ho imparato a parlare con i girasoli, con gli alberi, con i gatti e con i pesci, a raccontare storie per esorcizzare il male, ma soprattutto a non temere le profondità e le tenebre dell’animo umano, imparando a tagliare con le forbici preziose della semplicità quei fili neri, oscuri, che, come quelli che imprigionano i burattini nella menzogna, legano i pensieri per tutta la vita in una stanza vuota, senza vie di uscita, senza respiri. Senza saperlo, tu mi hai insegnato a volare.

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GOD SAVE THE WORLD.

MindSet©guidofabrizi

Dall’attentato alle Torri Gemelle tutto è cambiato. Però il mondo occidentale non è stato invaso dal fondamentalismo islamico, ma dall’integralismo finanziario che ci ha messo in ginocchio con armi antibiologiche devastanti.

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L’ATTESA

Mimmo Jodice

Uno dei momenti più intensi e belli della vita è l’attesa. Misteriosa, affascinante, ci regala una condizione libera dai grovigli del tempo che abbiamo vissuto e dai ponti precari del domani, sospesa in un magico istante di un intenso respiro presente. Spesso la si vive come un peso frustrante, uno stato di angoscia che invade di fretta la mente, rincorrendo i secondi come code di cani desiderosi di azzannare quell’attimo, che in un baleno fuggirà via divenendo un ricordo distante. L’attesa di un figlio, di un bacio, di un giorno di pace, di un abbraccio felice, di un viaggio, di un evento importante, di un sogno, tutto condensato in quel frammento prezioso che darà verità e senso al futuro e al passato. Nell’attesa vive l’essenza di ciò che darà forma a tutto ciò che è stato, a ogni sorriso, a ogni lacrima di pianto, a ogni cielo di stelle dimenticato.

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GOD SAVE WOMAN

Burka

Il reale motivo del perché gli USA siano andati in Iraq e in Afghanistan lo lascio alle congetture dei dibattiti social. Ma l’abbandono delle donne afgane, lasciate alla violenza psicologica e fisica dei Talebani, dovrebbe far pensare a quanto sia falso il principio di esportazione di libertà e democrazia, di diritti umani.

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EFFETTI SOCIALCOLLATERALI

green-pass

Il Green Pass gratifica, esorcizza la paura, crea entusiasmo. Ti fa sentire accreditato socialmente, al riparo dalla morte, riempie il tuo vuoto esistenziale con un valore inafferabile che ti fa stare meglio. Ti senti uno in gamba rispetto a chi non lo possiede, qualsiasi sia la motivazione: “Ah… sei un malato… per questo non hai il Green Pass.” Ti percepisci un essere umano evoluto, quasi uno scienziato, anche se tutto intorno a te sta crollando. Se poi sei un convertito, uno di quelli che prima inveivano contro il vaccino, allora il green pass ti fa sentire un semidio, il prescelto divino. Il Green Pass ti trasmette un senso di felicità, di benessere, che non avevi mai provato. Ti senti a posto con il mondo, come se l’incubo fosse passato, perchè il tuo peggior nemico non è quello reale, ma chi non lo possiede. Il Green Pass ti fa sentire, per la prima volta nella tua vita, veramente accettato, anche se poi, dopo aver avuto accesso a un bar, e gustato un buon caffè con i tuoi simili, vai a dare fuoco a una foresta, o a licenziare mille persone, o ad accoltellare qualcuno. E tu sai che un assassino col green pass è ben diverso da uno che non lo ha. Ma i migranti sui barconi, senza quel nulla osta, van lasciati in mezzo al mare? Il green pass scaccia ogni dubbio, ogni pensiero dalla testa. Il Green Pass prende il posto di una libertà che non hai mai avuto.

 

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INFANTICIDI

Innocenza

Ho ricercato l’innocenza smarrita in un precoce disincanto, ho rincorso per anni quell’attimo di candore dissolto in un conflitto non voluto con il mondo, uno stupore bruciato fra violenza e pianto, calpestato da una genetica incapacità d’amare proveniente da un dolore vecchio come il mondo, mentre sarebbe bastata una carezza soltanto, una goccia di serenità per nutrimento.

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L’ALTERNATIVA

Conflitto

Si comincia così, partendo dal togliere la coperta a un senza tetto che dorme sotto a un portico, discriminando chi ha il colore della pelle differente, chi non ha le tue stesse possibilità economiche, o chi vive la propria sessualità in modo diverso, chi esprime un pensiero differente dal tuo, sia politico che religioso, chi ha una malattia invalidante, fino ad arrivare ad uccidere chi accusi di essere talmente lontano da te da non tollerarne più neanche la presenza. Sempre la stessa costante idiota: fratello contro fratello. E con candida ipocrisia si disprezza chi non rientra nei canoni estetici per peso e pelle, per stile di vita, o chi è anziano e diviene un ingombro sociale, e ora un vaccino crea una discriminante ideologica insensata su favorevoli o contrari. Non riusciamo ad evolverci, a comprendere che l’unica strada possibile è l’accettazione, la gentilezza, il perdono concesso a noi stessi e all’altro, la collaborazione, l’intelligenza. Questa non è filosofia o religione, ma legge matematica dell’Universo. Superare il conflitto, che porta allo stallo, all’involuzione, alla violenza, rende liberi.

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CORDAMAR

Hopper

Sono rimasto per anni intrappolato in un pensiero, senza sapere se fosse falso oppure vero, manteneva vivo il mio respiro, ma senza ossigenare, lasciando a quella vita alla deriva solo un ristagnante fondo di amaro.

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VOLENDO VOLARE

gabbiano

Quando la vita batteva in testa, veloce, curva su curva, senza frenare, semmai accelerare, sembravi un folle che voleva morire. Ora che batte nel cuore non corre, non sgomma, non squarcia il silenzio, non fa testacoda, ma leggera e intensa su di uno spazio libero vola da sola.

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LA MATTANZA

tutti-i-migliori-sono-matti

I matti fanno socialmente paura perché riconosco i veri malati mentali, quelli che si travestono da sani.

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