CONTINUITÀ

Mio padre, ferroviere, andava in bicicletta, tornava a casa in fretta a colpi di sirena, con le mani bruciate dagli acidi pulenti che usava per ridare vita a motrici simili a teste di serpenti. Io da bambino stavo sul ciglio della strada e lo vedevo stanco rientrare a tarda sera, con gli occhi sempre più spenti dal ritmo disumano, che in cambio di un salario portava via con sé l’uomo. Pedala in fretta vecchio, con quei quattro soldi in mano, il premio ricevuto per essere stato un partigiano, e mentre ora non canti più la musica libera dei monti, ora vedi sui treni e le stazioni, per mano degli stessi, morire i soliti innocenti.

Informazioni su Guido Fabrizi

Sono nato in volo e vivo sulla terra, in bilico fra le montagne e il mare. Ascolto e racconto le storie del mondo per dare un senso alla mia. Di questi tempi la scrittura è l'unica cosa che mi fa sentire veramente libero.
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8 risposte a CONTINUITÀ

  1. poetella ha detto:

    Anche mio padre era alle Ferrovie. Più fortunato, però era in ufficio.
    Ma da ragazzo, prima della guerra, a Tripoli, diciassettenne, andava a lavorare in bicicletta. Faceva il portalettere! E si allenava, fino a diventare campione di Libia!😊

  2. newwhitebear ha detto:

    cambia poco nel tempo. Si rivedono sempre gli stessi film.

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