The Dark Side of the Mask

Fino a qualche mese fa, chi camminava a fatica con una mascherina in faccia veniva guardato con sospetto, tenuto a distanza nel timore di essere contaminati da quel dolore che smascherava palesemente al mondo una folla egoista, incapace di amare, di essere, schiava solo dell’apparire. Non è facile per una persona, che a fatica resta aggrappata a quel filo sottile, uscire dopo mesi di sedute di chemioterapia e sentirsi osservata da occhi vuoti, sgranati, indifferenti e incapaci di comprendere e di donare un sorriso aperto, profumato di vita. Oggi indossiamo tutti quella mascherina, ma non per solidarietà nei confronti di chi l’ha portata nel silenzio della propria malattia, ma perché un virus ci ha costretti a distanziarci da un mondo che ritrova l’empatia solo nella paura di perdere tutto. Si cammina per le strade diffidando della promiscuità, del minimo contatto umano, non riconoscendo più neanche l’espressione di chi incontriamo. Continuiamo a ripeterci che da Covid in poi nulla sarà più lo stesso, ma riusciremo veramente a far crescere dentro di noi qualcosa di diverso, di positivo, senza più temere tutto ciò che percepiamo lontano da noi come una minaccia al nostro fragile equilibrio, comprendendo una volta per tutte che solo nell’altro recuperiamo quel noi?

Informazioni su Guido Fabrizi

Sono nato in volo e vivo sulla terra, in bilico fra le montagne e il mare. Ascolto e racconto le storie del mondo per dare un senso alla mia. Di questi tempi la scrittura è l'unica cosa che mi fa sentire veramente libero.
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9 risposte a The Dark Side of the Mask

  1. giomag59 ha detto:

    Speriamo, ne dubito, ma speriamo.

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Lavorare su noi stessi e cercare di migliorare sempre più la relazione con gli altri, più di questo non si può fare…

      • giomag59 ha detto:

        Si, questo senz’altro, io temo che dopo questo periodo anziché aprirci verso gli altri ci rinchiuderemo ancora più con le relazioni solite e solide, famiglia, amici… già stiamo perdendo di vista quello che succede nel mondo, ed è vero che si vede tanta solidarietà ma anche insofferenza… verso chi sta peggio poi, come al solito, per quello sono un po’ scettico.

      • Guido Fabrizi ha detto:

        Condivido questo tuo scetticismo che rasenta un razionale pessimismo. Basta guardarsi intorno per comprendere la chiusura del “balcone”. Sta nell’essere umano. Ricordiamoci che sono sempre quei pochi atomi a innescare una reazione a catena, ma soprattutto che non bisogna mai smettere di credere nella possibilità di trovare un’uscita di sicurezza verso la vita.

  2. fulvialuna1 ha detto:

    Lo spero, ma dubito.

  3. newwhitebear ha detto:

    secondo me faremo fatica ma troveremo un nuovo equilibrio anche dietro la mascherina, che molti portano a fatica. E’ un atto di ribellione non portarla ma è anche un momento di irresponsabilità.

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