RIVIVERE RISCRIVERE

Il mio 2016 è iniziato drammaticamente. Un vero annus horribilis. La morte di una delle mie due mamme, quella che mi ha salvato la vita, mi ha travolto come uno tsunami, mi ha lasciato sospeso a mezz’aria come un gabbiano senza ali, pronto a precipitare. Ho vissuto frastornato tutti quei momenti di dolore scoprendo quanto sia improvvisa e spietata la vita, e quanto lo sia anche la morte. Ho accompagnato mamma tenendola per mano, come quando tenevo per mano mia figlia, da piccola, rassicurandola che saremmo arrivati presto a casa. Poi, dopo il sisma esistenziale, è arrivata la tempesta del dover ricomporre con fatica la propria rotta: una dimensione surrealista, astratta, dove cammini solo, sospeso, senza punti di riferimento, in attesa che qualcosa accada. Però, in tutto questo, ho sempre avvertito un colpo d’ali che mi ha aiutato, e mi aiuta tutt’ora, in questa mia realtà bohémienne dove spesso s’incontra molta indifferenza, ma dove s’incontrano anche persone care, fiori rari che ti aiutano a riprendere il volo, e la voglia di ritornare a scrivere la vita.

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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3 risposte a RIVIVERE RISCRIVERE

  1. newwhitebear ha detto:

    capisco e comprendo la tua sensazione di smarrimento. La ruota della vita gira implacabile, anche se a volte ci sembra incomprensibile

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