BULLI QUOTIDIANI

davide-giallombardo

Lo so, avevi quel piccolo difetto fisico per il quale a scuola, alcuni tuoi compagni, ti mettevano sempre in mezzo, ti vessavano, ti strattonavano, ti facevano maledire il giorno della tua nascita. Poi, crescendo, qualcuno ti ha detto che per ottenere il rispetto degli altri dovevi farti valere, dovevi appartenere a un gruppo di fuoco, con il quale scaricare sul mondo le tue frustrazioni mediante gli urli, le botte, la derisione dei diversi, la violenza fisica e psicologica. Non importa se ti trovi allo stadio, al lavoro, in auto…tu inizia a urlare, a denigrare l’altro, a offendere, a digrignare i denti, a esercitare in ogni modo la tua prepotenza, e poi, quando ti sentirai forte, carico, motivato, insieme ai tuoi simili, inizia a menare, a fracassare, a maledire, e a portare il terrore negli occhi dell’altro, fino al suo annullamento. In quel momento il tuo piccolo difetto fisico sarà cresciuto a dismisura e, senza che tu abbia avuto neanche il tempo di rendertene conto, in un attimo, avrai perso anche la più piccola particella di ciò che restava della tua umanità.

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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4 risposte a BULLI QUOTIDIANI

  1. tramedipensieri ha detto:

    Concordo con l’analisi, in genere l’aggressività nasconde delle fragilità in ugual misura

    ciao Guido
    .marta

  2. piero parisi ha detto:

    a parte il contenuto,con cui concordo completamente ed in parte notevole corrisponde alle mie esperienze adolescenziali,trovo molto bella la struttura del breve racconto,tanto da farmi dire : Ma come continua ? E se tu lo trasformassi in un racconto lungo ? Complimenti

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Caro Piero, la storia continua…i personaggi che tratteggio in queste brevi riflessioni altro non sono che i protagonisti dei racconti noir che scrivo, dove cerco sempre di mettere una sorta di uscita di sicurezza, di possibilità di riscatto, ma dipende sempre dal singolo individuo…Un abbraccio, a presto…

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