ASOCIAL

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Ho voglia di vita, di pelle, di occhi, di sguardi, di smorfie, di strette di mano, di pacche alle spalle, di odori di strade, di gente, di pioggia, di sole bollente. La piccola icona corrode la mente, ti succhia, t’ingoia in una libertà illusoria, facendoti credere che questo appartenga alla gioia. E inizia il delirio anche per l’uomo più mite, più serio, che all’improvviso su di un post indossa il cappuccio del boia sicario. Ognuno porta avanti solo un ego latente e, dietro a una maschera, allarga le braccia mentre tira un fendente. Ho voglia di vita, di ossigeno vero, di mettermi in volo dietro a un pensiero, di correre, cadere, e non di stare a sedere di fronte a uno specchio, dentro a una gabbia sociale, diventando ogni giorno sempre più vecchio.

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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15 risposte a ASOCIAL

  1. mileto angela ha detto:

    Bellissima!!! Notevole ♡

  2. Stefania Bufano ha detto:

    Eh. A chi lo dici. Sarà molto difficile uscirne.

  3. johndscripts ha detto:

    Letta tutta d’un fiato! Attraversa l’anima…

  4. newwhitebear ha detto:

    Un bel pezzo che inquadra bene come a forza di volere qualcosa si invecchia senza raggiungere gli obiettivi.

  5. Piper ha detto:

    Il “social” in sé, in senso stretto, è una cosa “rotta in culo”, come dice Montesi, e non ci sono altri modi di sintetizzare.

    Quello che dici, Guido, è preciso e puntuale e descrive un automatismo del non-essere che sta corrodendo le persone. Rimane come uno spillo nell’occhio l'”ego latente” che grazie al social, con tanta dedizione e impegno, si stratifica e solidifica e diventa Lego(TM) Latente.

    Nessuno lo fara mai ma su questo bisognerebbe spenderci almeno qualche giornata a riflettere. Su “ego”, su “latente” e poi su tutti e due insieme.

    Questa riflessione nasconde tante verità e un grande segreto, che non è detto, ma c’è e si insinua nel “perché” suggerito alla consapevolezza di chi legge.

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Si dice che la rete rappresenti l’ultima frontiera di libertà, forse è il primo fronte per la liberazione della consapevolezza umana…

      • Piper ha detto:

        E’ un tema complesso quello della libertà; diceva Carmelo Bene “non c’è nulla di più vincolante della libertà”. Che a sentirlo così si fa un po’ fatica a comprendere cosa voglia dire. Non lo so se internet possa essere considerato un fronte per la liberazione della consapevolezza; credo comunque che la libertà male esercitata su internet (e il conseguente auto-improgionamento dietro un monitor) fornirà uno spunto importante di riflessione.

      • Guido Fabrizi ha detto:

        Considerando anche il fatto che questo eccesso di libertà sta divenendo una prigione…

      • Piper ha detto:

        Eh già, è proprio questo il paradosso.

  6. lapalacinca ha detto:

    “Le comunità virtuali non costituiscono nulla. Non ti resta niente in mano. Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quanto è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti.”
    (Kurt Vonnegut)

  7. Guido Fabrizi ha detto:

    Centrato in pieno…

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