ANAMORE

gioconda

Le foglie d’autunno cadevano piano, e tu sottovoce mi dicevi ti amo, non c’era nient’altro più bello di te, di te che ballavi soltanto per me. Quegli occhi tuoi verdi come un prato al sole, dove giocano i fiori a scambiarsi il colore, quegli occhi tuoi verdi li ho spenti per te, per te che volevi fuggire da me. Quegli occhi tuoi verdi li ho spenti perchè, perchè tu volevi scordarti di me. Il tuo respiro dal profumo d’amore scioglieva la neve, mentre si fermava il cuore, e il tuo bel sorriso divenne di un blu che mi fece capire che non c’eri più. Il tuo bel sorriso mi fece impazzire, o mia o di nessuno, dovevi morire.

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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22 risposte a ANAMORE

  1. 65luna ha detto:

    E’ ossessione non amore. 65Luna

  2. newwhitebear ha detto:

    molto musicale è questa ossessione da stalking!.
    Veramente complimenti.

  3. Refrain ha detto:

    Lo scritto scorre come una filastrocca… una prosa quasi in rima…
    un incalzare di una ossessione che solo alla fine rivela la sua atrocità.
    Miriam

  4. Il distorto confine tra l’amore e il possesso…bello!

  5. sherazade ha detto:

    25 novembre giornata di Amnesty per dire No sempre più forte alla violenza sulle donne.
    Niente è più malsona del ritenere che qualcuno(a) ci appartenga.
    La libertà ‘lega’ chi si ama davvero.

    sherazadegraziemolte

  6. mileto angela ha detto:

    Amo profondamente questa lirica d’amore. È splendida!

  7. Frédérique Guern ha detto:

    Grazie per il racconto. Il titolo, mi ricorda la canzone di Serge Gainsbourg “L’Anamour”, en voici le link: http://youtu.be/7pS95p7rSdU et les paroles, en français (finisce al posto di polizia)

    Aucun Bœing sur mon transit
    Aucun bateau sur mon transat
    Je cherche en vain la porte exacte
    Je cherche en vain le mot exit

    Je chante pour les transistors
    Ce récit de l’étrange histoire
    De tes anamours transitoires
    De Belle au Bois Dormant qui dort

    [Refrain] :
    Je t’aime et je crains
    De m’égarer
    Et je sème des grains
    De pavot sur les pavés
    De l’anamour

    Tu sais ces photos de de l’Asie
    Que j’ai prises à deux cents Asa
    Maintenant que tu n’es pas là
    Leurs couleurs vives ont pâli

    J’ai cru entendre les hélices
    D’un quadrimoteur mais hélas
    C’est un ventilateur qui passe
    Au ciel du poste de police

  8. Nicola Losito ha detto:

    Una bella idea questa composizione.
    Da noi viene indicata come poesia prosastica.
    Nicola

  9. mileto angela ha detto:

    L’ho riletta e mille altre volte ancora, la rileggerei! Splendida

  10. tramedipensieri ha detto:

    …e lo chiamava.No amore
    .amore.more.ore.Re

    Mi piace come hai “steso” il racconto .nonostante l’epilogo sei riuscito a narrare in poche righe i passaggi della “sintomatologia dell’amor malato”…

    Ti lascio questa:

    Ciao
    .marta

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