h10.25 02-08-1980

strage_di_bologna

Era un sabato quel 2 agosto del 1980, proprio come oggi. Stavamo per partire, come tutti gli anni, per andare a trovare lo zio Alfredo a Rimini, approfittando per farci qualche giorno di mare… Fortunatamente il nostro treno portava ritardo, e arrivammo a Bologna verso le 22.30, dove ci si aprì una visione apocalittica. Alla stazione papà riuscì a parlare con alcuni Carabinieri, ed ebbe anche modo di ascoltare un colonnello dell’esercito che, osservando la buca dell’esplosione, disse che quella bomba non era stata certamente confezionata da quattro estremisti, ma da artificieri professionisti…

https://guidofabriziraccontibrevi.wordpress.com/2012/05/20/la-consapevolezza-del-signor-rossi/

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
Questa voce è stata pubblicata in Racconti Brevi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a h10.25 02-08-1980

  1. streganda ha detto:

    Scriveva Stefano Ventura a proposito del Terremoto dell’Irpinia:
    “Ma per raccontare un evento tragico e devastante non bastano cifre, cronologie o citazioni.
    Bisogna interpellare la memoria.
    Anche se la memoria è una fonte storica imperfetta, da soppesare attentamente, da verificare più e più volte. Tuttavia, il racconto di un evento tragico, di una sofferenza estrema ha un valore diverso in quanto a testimonianza. Basti pensare all’uso dei racconti orali per cercare di narrare gli orrori della Shoah, delle violenze di massa, dei bombardamenti.
    Per questo, interrogare la memoria, collettiva ed individuale, per raccontare il terremoto, la nostra tragedia, può essere un’operazione culturale di grande valore.
    Per far emergere le visioni del mondo, il senso che la gente ha dato alle cose, le sue spiegazioni.
    Per far emergere, senza fronzoli e dietrologie, il dolore rimosso.’ ”
    —————————————————————————————————-
    Mi sono ritrovata a distanza di trent’anni, a rivivere quella memoria. Questa l’introduzione:

    Interpelliamo la memoria (di Anna)

    Anno di morte fu il 1980, a cominciare da quella di Pietro Nenni.
    Fu l’impazzare del terrorismo, con la tragica fine del Professor Bachelet, tre agenti di pubblica sicurezza a Milano, un Procuratore a Salerno, un commissario dell’antiterrorismo a Mestre, il giornalista Walter Tobagi, un sostituto Procuratore a Roma, un altro tipografo ucciso per sbaglio, un direttore d’industria, un sequestro di persona, culminando con la strage della Stazione di Bologna: era il 2 Agosto. I morti furono 85, i feriti oltre 200.
    Fu l’anno della pazzia di mafia, che uccise il presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella; a proseguire un Capitano dei Carabinieri, un procuratore capo a Palermo.
    Fu l’anno degli accordi tra i lavoratori delle grandi industrie europee e i loro governi.
    Fu l’anno della fine del compromesso storico, e della sconfitta del sindacato ad opera dei “colletti bianchi” della Fiat, l’inizio delle collaborazioni con la giustizia da parte di terroristi, ci fu la caduta del governo.
    Fu l’anno di avvio del conflitto Iran-Iraq e l’anno di Ronald Reagan eletto Presidente degli Stati Uniti.
    Fu l’anno della tragedia e mistero di Ustica, con i suoi 81 morti ed infiniti dubbi.
    Ma fu soprattutto l’anno della più grande catastrofe del Sud Italia: in uno scenario di distruzione furono rasi al suolo decine di paesi della Campania e Basilicata. 2914 i morti, più di 8800 i feriti, centinaia di migliaia senza tetto.
    Tutto in 90 secondi.
    —————————————————-

    Grazie Guido, di questa memoria …

  2. laurin42 ha detto:

    e’ giusto ricordare purchè ne segua l’insegnamento e la promessa a impedire che si ripeta…
    e quindi potersi dire che oggi tutto è cambiato…?
    oggi gli obbiettivi raggiunti non vengono nemmeno nominati e le esperienze positive non fanno audience…
    Arrenderci all’indifferenza dei più? Mai!
    Love
    L

  3. Guido Fabrizi ha detto:

    L’ha ribloggato su GuidoFabriziRaccontiBrevie ha commentato:

    Per non dimenticare…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...