LASCIATE CHE I MATTI…

Lasciate che i matti vengani a me

Lasciate che i matti vengano a me con i loro occhi stanchi, con il dolore in un sorriso, e le parole ripetenti, con i loro volti bianchi e il giallo nei pochi denti, non usati per sbranare, ma per stringersi nel dolore. Lasciate che i matti vengano a me con le loro urla mute, col le menti sconosciute, e la forza sovrumana di chi vive nell’abisso di una società un po’ strana, che teme la follia dei matti, per sfuggire da se stessi, e dalle ombre dei misfatti.

 

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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2 risposte a LASCIATE CHE I MATTI…

  1. mileto angela ha detto:

    Una pluralità di sfumature così delicatamente descritte, ma di una tale intensità emozionale che centra dritto al cuore. Una struggente e bellissima poesia su una tematica ” forte ” , per alcuni un tabù, ma soprattutto, emerge la poesia sull’ Accoglienza. come atto d’amore e di inclusione x Persone solo più vulnerabili, la cui estrema sensibilità…li porta ” lontano ” da noi, ma intimamente vicini, all’ anima del poeta e Uomo( inteso come persona . ovviamente) che ha scritto questi versi. Complimenti davvero

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