LA SCALA DELLA VITA

LA SCALA DELLA VITA

Alla scala di Milano, fatti alcuni scalini, si entra nel tempio delle scale musicali, un’esperienza che può emozionare al pari dello scalare l’Everest, quando ci si sente rapiti dall’universo, dopo aver percorso una scala santa che conduce alla contemplazione di Dio. Inevitabilmente si deve scalare le marce, e fermarsi a riflettere sul tetto del mondo, per iniziare a scalare il debito che abbiamo nei confronti della vita. Salire, per poi scendere, scale maggiori e minori, atleticamente, o come sedentari dal fiato corto supportati da una scala mobile; l’importanza è continuare a scalare stando attenti a non rotolare dalle scale. Alzarsi un mattino decidendo di cambiare la propria scala di valori, iniziare da un taglio di capelli a scalare, per poi effettuare una nuova, ottimale, scalatura delle corde, precisa come una scala logaritmica che cerca di calcolare la radice della vita attraverso l’emozione. Possedere una scala a chiocciola senza dimora, senza temere di non avere una scala antincendio perché, si sa, è nella passione che risiede la scala dorata di questo nostro sogno. Attimi dopo attimi si procede a scalare, ma, mi raccomando, senza diminuire, tentando di evolverci in una cangiante scala di colore dalle molteplici tonalità, una coerente e felice scala reale fino a raggiungere quell’ultimo gradino della scaletta, facendo scalo alla nostra destinazione d’arrivo: la nota che chiude perfettamente, senza ripensamenti, un’armonica scala musicale.  

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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13 risposte a LA SCALA DELLA VITA

  1. tramedipensieri ha detto:

    ..meno male che, in qualche scala, ci sono i pianerottoli….

  2. Caterina Vetrano ha detto:

    impresa riuscita! , l’araldico simbolo della scala è decisamente tuo … ben in vista… 🙂 complimenti per lo scritto. 🙂 cat

  3. laurin42 ha detto:

    Quando sai dove vuoi arrivare ogni gradino ti avvicina alla meta.
    Quando arrivi alla meta già vedi la prossima, da sempre e per sempre.
    Così è l’Evoluzione dell’ essere umano, dato che è dotato della capacità di scelta.
    Io scelgo la scala cangiante multicolore, una scala a tutto tondo.
    Love
    L

  4. DaciaM ha detto:

    Caro Guido Divertente e ben ritmata la storia della scala. Finalmente la vedo sorridere mentre scrive. Di solito ha il muso, perché ? Un saluto amichevole da Dacia Maraini

    http://www.daciamaraini.com/tools/maraini-2.shtml

    • Guido Fabrizi ha detto:

      Cara Dacia, le rispondo direttamente su blog perché ho appreso, con piacere, che lo segue periodicamente. Nella mia esistenza sono passato attraverso diversi tritacarne che, inconsapevolmente, sono divenuti l’elemento fondamentale della mia ricostituzione…Quindi, non posso fare a meno di raccontare, con amore, sia le ombre, che la luce…Un saluto affettuoso. Guido

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