PLASMA

Plasma

Sdraiato su di un letto, davanti al tuo splendido televisore al plasma, conquistato in un centro commerciale, aspetti ogni sera una trasfusione di vita rincorrendo un attimo immortale. Crescesti attaccato al tubo catodico, come un inconsapevole suicida intento a respirare un gas abulico, mentre la solitudine rimbalzava fra l’entusiasmo di quattro tette sintetiche, che mettevano tutte le donne allo stesso livello di soubrette peripatetiche. Scegliesti di mutarti in un guardone intanto che la vita, precipitando in un cassone, scorreva setacciata, buttandone via quanto di buono c’era, al fine di nasconderti a te stesso in uno smarrimento senza ritorno, come un finto clown dentro a una pagliacciata. E ora che la tua chimica è cambiata, a favore di uno spicchio di mondo marcio, colmo di casi irrisolti, dibattiti insensati e verità avariata, avverti affiorare un tremore interno che vorrebbe salvarti dal torpore e dalla messa in scena di quello schermo, in grado di polverizzare, come sabbia frantumata, ogni tua profonda, autonoma e libera pensata. 

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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2 risposte a PLASMA

  1. paulabecattini ha detto:

    Non guardo quasi mai la televisione…
    Mi salvo?

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