IL PRIMO SCATTO

Il primo scatto GuidoFabrizi

All’età di sei anni, Lino, con una vecchia Ferrania 120 in plastica, regalata da sua zia Edi per il suo compleanno, fece il suo primo scatto. La macchina fotografica rimase per ben 4 mesi dentro ad un cassetto, senza che nessuno avesse il coraggio di toccarla, quasi come fosse un oggetto estraneo al quale era meglio non dare troppa confidenza. Durante le feste natalizie Lino decise che era arrivato il momento giusto per adoperarla e, convinta sua madre a comprargli un rullino in bianco nero, la caricò. Fu il giorno di Natale, dopo pranzo. Come al solito erano in tre: suo padre, sua madre e lui. Dopo la consueta fetta di panettone Lino chiese il permesso di alzarsi da tavola e andò nella sua stanza a prendere la fotocamera. Tornato in tinello, riuscì a convincere i suoi genitori a posare per una foto davanti al piccolo albero di Natale. Impostò il tempo ed il diaframma e scattò senza esitazione, traguardando magnetizzato dal vecchio mirino galileiano. Dopo un paio di mesi la madre si ricordò di far sviluppare il rullino, che giaceva dimenticato in un cassetto della cucina. Al ritorno da scuola Lino notò con sorpresa, sulla piccola scrivania della sua camera, il suo primo negativo: un nastro scuro di celluloide dove scorrevano delle ombre misteriose e seducenti. Per tutta la vita portò con sé il ricordo di aver visto, dentro un piccolo rettangolo scuro, come in una visione, la sintesi della sua esistenza: sua madre che, posando leggermente curva verso destra, si strofinava le braccia dal freddo, masticando un pezzetto di torrone, mentre suo padre, soffiandosi il naso, lo guardava orgoglioso. Entrambi davanti a quell’albero di Natale testimone silenzioso di molti brindisi malinconici che, anno per anno, segnavano le loro vite. L’immagine non venne mai stampata e restò per sempre solo un fotogramma negativo che, attraverso quelle ombre non definite e poco leggibili, restò stampato dentro di lui indelebilmente.

 

Informazioni su Guido Fabrizi

Partendo dalla fotografia, sto percorrendo l'impervia strada della scrittura cinematografica. Di questi tempi, tutti mi dicono che è da folli girare per produzioni con i propri soggetti sotto il braccio... Sarebbe da folli rinunciare...
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2 risposte a IL PRIMO SCATTO

  1. tramedipensieri ha detto:

    Ci sono dei fotogrammi chei si portano dentro per sempre.
    Buona domenica
    .marta

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