CORDAMAR

Hopper

Sono rimasto per anni intrappolato in un pensiero, senza sapere se fosse falso oppure vero, manteneva vivo il mio respiro, ma senza ossigenare, lasciando a quella vita alla deriva solo un ristagnante fondo di amaro.

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VOLENDO VOLARE

gabbiano

Quando la vita batteva in testa, veloce, curva su curva, senza frenare, semmai accelerare, sembravi un folle che voleva morire. Ora che batte nel cuore non corre, non sgomma, non squarcia il silenzio, non fa testacoda, ma leggera e intensa su di uno spazio libero vola da sola.

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LA MATTANZA

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I matti fanno socialmente paura perché riconosco i veri malati mentali, quelli che si travestono da sani.

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SCIOGLIVITA

Leggere

Leggere e vivere porta a scrivere. Leggere e scrivere porta a essere.

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UNITI RINASCEREMO

RESPUBLICA

In 75 anni di Repubblica ne sono accadute tante, per alcuni aspetti troppe, ma nel principio di res publica c’è qualcosa di magnifico, di straordinario. Un’utopia che in molti cercano periodicamente di soffocare, perché fa paura, perché dalla cosa pubblica prendono vita la democrazia, il rispetto dei nostri diritti, l’etica dei nostri doveri, la difesa della libertà. Tutto questo però non ha senso se non si aggiunge un altro valore essenziale, forse il più portante, quello che ci aiuta a uscire fuori dall’impasse della vita: la solidarietà. Stiamo vivendo tempi difficili dove immaginare i prossimi 75 anni crea inquietudine. Senza percorrere le strade di questa attività magnifica, che risveglia l’empatia, che attiva la fratellanza fra esseri umani, non troveremo un grande futuro. Una Repubblica, per essere grande e degna, deve intraprendere il percorso della solidarietà sociale, senza abbandonare nessuno al proprio destino, crescendo insieme. Uniti rinasceremo.

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GIOCATTOLI SULLA SPIAGGIA

GiocattoliAbbandonati

Ma non si sentono dei mostri coloro che fomentano l’abbandono dei naufraghi sui gommoni, vedendo le immagini dei bambini migranti morti, arenati sulle spiagge libiche come vecchi giocattoli di plastica? Cosa provano quando danno la buonanotte ai loro pargoletti? Quale favola raccontano ai loro figli, al mondo, per tacitare la coscienza?

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PERICOLI PUBBLICI

PicaHemi

L’ho sempre detto che i veri artisti sono pericolosi…

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LA VERITÀ

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Come non ricordare in queste giornate il sacrificio di Falcone, di Borsellino. Ma fino a quando non verrà detta l’orribile verità sul cosiddetto patto Stato-mafia, che va ben oltre quello che ci hanno raccontato, tutto il resto sarà solo, e sempre, mera ipocrisia istituzionale, effimere celebrazioni.

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VOGLIA DI VIVERE

Come rimuovere 150 morti dalla coscienza sociale con un budino al caramello.

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VERITÀ E MENZOGNA

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Le due sorelle non erano gemelle, una era miele l’altra era fiele. La prima credeva nell’amore, l’altra nella morte. Una era luce leggera, tenue, e tremava come una fiamma al vento, l’altra era persuasiva, occulta, e nelle sue notti senza scrupoli inchiodava l’anima su di una lapide di cemento, scolpendo in un epitaffio la sua innocenza. Una aiutava il mondo spassionatamente, l’altra lo malediva credendo solo nel contante. Una, candida e pungente, sincera, mai demente, l’altra simulava cultura e intelligenza, ma in realtà spacciava solo un vuoto disarmante. Le due sorelle non erano gemelle, la prima ti regalava una coppa piena di stelle, la seconda ti coltivava affogandoti in una secchiata di balle, la stessa differenza fra un gesto che esprime lealtà e la fregatura che ti rifila, sorridendo, una carogna. Le due sorelle non erano gemelle, una era la verità, e l’altra la menzogna.

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SPUGNE DI PLASTICA

Non capisco questa sfrenata voglia di vivere di massa, che prima calpestava le piccole cose, senza apprezzarle, e ora le vuole consumare come un hamburger di plastica. Alcuni giorni fa stavo insieme al mio amore a mangiare un panino al prosciutto sotto a un ciliegio in fiore, seduti a guardare la vita, a parlare con la gente. Eravamo felici. Cosa ci manca in realtà che non riusciamo a trovare? Forse non dipende dalla pandemia, ma dalla nostra incapacità a guardare oltre le cose. Forse il covid ci ha messo solo di fronte a noi stessi.

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CONTINUITÀ

Mio padre, ferroviere, andava in bicicletta, tornava a casa in fretta a colpi di sirena, con le mani bruciate dagli acidi pulenti che usava per ridare vita a motrici simili a teste di serpenti. Io da bambino stavo sul ciglio della strada e lo vedevo stanco rientrare a tarda sera, con gli occhi sempre più spenti dal ritmo disumano, che in cambio di un salario portava via con sé l’uomo. Pedala in fretta vecchio, con quei quattro soldi in mano, il premio ricevuto per essere stato un partigiano, e mentre ora non canti più la musica libera dei monti, ora vedi sui treni e le stazioni, per mano degli stessi, morire i soliti innocenti.

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CIÒ CHE RESTA DEL NULLA

CIÒ CHE RESTA DEL NULLA

Ho realizzato questa immagine perché allo stato attuale delle cose bisogna agire urgentemente. Non sarà il Pianeta a soffocarci, saremo noi a farlo. E questo processo nefasto è già iniziato da un pezzo, nel nostro organismo stiamo già assumendo da tempo microplastiche, e qui mi fermo. Bisogna esigere non solo una produzione biodegradabile, ma anche il recupero del danno fatto in decenni di consumismo sconsiderato. Ci riguarda tutti, nessuno si senta escluso, non possiamo fare finta di niente.

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PERCEZIONI ATTIVE

Vado fra gli uomini, ignoro il domani ma sento che comincia una nuova vita”

(Dostoevskij)

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OLTRE QUEL LIMITE

Oscura è la notte, lunga nei suoi passi inquieti, fra torbide ombre immerse in raggelanti e impietose angosce diurne. Ma noi sorgeremo ancora al giorno, come raggi di luce infuocati di vita, oltre quel buio che toglie il respiro soffocando il futuro, oltre quel limite che intrappola l’uomo in un sogno circondato da un muro.

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