OPINIONE

La cultura quando è innata è limpida come l’acqua di sorgente. Non è inquinata dalla facoltà del pregiudizio.

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CREDO

Credo che sia ancora tutto possibile, che si possa ancora sognare senza limiti. Illudersi a perdifiato, come quando da bambini tutto sembrava fattibile, a portata di mano, quando amavamo semplicemente la vita. Lottare per un ideale, per un progetto, per qualcosa o qualcuno che ami. Lottare per metabolizzare il vero significato di libertà, per non farsi drogare da un effetto placebo. Lottare sempre, nel bene e nel male, anche quando sembra non avere senso, quando non ci sono le forze, senza smettere di avere fiducia, senza abbandonarsi allo sconforto. Si può lottare stando fermi, immobili, guardando le stelle. Credo che sia ancora possibile correre incontro al futuro, con i piedi ben piantati nel presente, senza dimenticare la nostra provenienza, senza perdere di vista ciò che eravamo e che volevamo essere. Credo nella superiorità dell’uomo solo quando si percepisce simile all’altro, e non migliore. Credo nel denaro, solo quando serve a migliorare l’umanità e non a dividerla, a distruggerla, a sottometterla. Credo nel potere, solo quando aiuta a crescere come fa un padre. Credo in Dio, solo quando è Amore. Credo nella scienza, solo quando evolve l’uomo. Credo nella cultura, solo quando prende per mano l’ignoranza. Credo nella pace, solo quando è assenza quotidiana di violenza. Credo nella vita, non nel suo luogo comune. Avevo smesso di credere, ma ora sono tornato a casa, da dove ero partito.

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ASOCIAL

Faccette anonime che emergono dal loro buio esistenziale, inascoltate da sempre, dalla famiglia, nell’ambito del lavoro, persino al bar. Ora, nei social, hanno trovato una nuova identità che esprimono sfogando le loro frustrazioni, accumulate in anni di umiliazioni. Questo profiletto contempla gli “odiatori”, ma questi non mi spaventano tanto, li vedi. Quelli che mi terrorizzano sono i “mimetizzati”, coloro che da sempre sanno fingere positività, equilibrio, saggezza, e che lavorano sottotraccia, sottilmente, tuffandosi nei post per screditare, ridicolizzare, mostrare una superiorità intellettuale con il loro commento. Sembrerà una sciocchezza, ma da questo atteggiamento si percepisce una disumanità patologica. Solitamente non approfondiscono mai, sparano le loro due o tre cartucce e poi ti lasciano lì, magari sostenuti da qualche loro simile, alla berlina del branco che finisce di sbranare i brandelli rimasti del tuo pensiero. Hanno imparato alla perfezione questa tecnica, che avevano già appreso quando dovevano fare le scarpe a qualcuno nell’ambito di lavoro, o calunniare il vicino, o spettegolare solo per il gusto di umiliare. Sanno fingere geneticamente. Bene, io mi tiro fuori da questa socialità distorta, della quale non ho mai fatto parte. Mi dichiaro ufficialmente, e felicemente, asocial. Ribadisco: solo scambi veri, guardando gli occhi, ascoltando le parole, sentendo il cuore battere.

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PUNTIAMO IN ALTO

Renzo Piano dona un progetto per la ricostruzione del ponte di Genova, Andrea Bocelli fa ricostruire scuole a Sarnano e Muccia, luoghi colpiti dal terremoto. Questi sono gli italiani ai quali vorrei rassomigliare almeno un po’.

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I must be strong and carry on …

Alzarsi una mattina per andare al lavoro, o in vacanza, e morire per il crollo di un ponte, che è stato trascurato dall’attenzione di chi doveva metterlo in sicurezza, non deve più accadere. Basta con ponti che cedono, tetti di scuole che crollano, opere pubbliche che spesso nascondono interessi privati. Basta!

 

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LE SIRENE MENDACI

“Le Sirene Mendaci” è un racconto sull’immigrazione, presentato da una breve riflessione di Dacia Maraini.

Lo si può scaricare gratuitamente sulle principali librerie on-line. 

Un caro saluto a tutti!

Mondadori LaFeltrinelli BookRepublic Amazon

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VOI

Stavo pensando una cosa. Mi sono veramente stancato di credere in un futuro migliore, di sperare in una società diversa, equa, dove siano rispettati i diritti di tutti, dalla prima all’ultima persona, senza imparzialità, con giustizia. Una società fatta di valori nuovi, reali, dove libertà, onestà, diritti umani, siano alla base di un vivere civile, maturo, leale. Un sogno che avevo già fatto anni fa, spento nel sangue e nella manipolazione della sua verità. Un sogno andato in frantumi sulla mia pelle, che ha lasciato le sue cicatrici, ma anche una grande forza. Poi, sono passati un po’ di anni, nell’anestesia generale, e per un attimo ho ripreso a sognare una possibilità per tutti, una nuova era lontano dalla corruzione, dai giochi di potere, dalla distruzione consapevole del futuro della gente. Una metamorfosi, una rinascita, un’inversione di tendenza umana. Oggi però è accaduto qualcosa. Oggi mi sono reso conto che, allora come ora, siete sempre stati voi, a non volere un cambiamento positivo, a prestarvi a ogni tipo di manipolazione, di condizionamento, in cambio di una macchina, di una vacanza, di una raccomandazione, di uno status, di un tornaconto. Siete sempre voi, a voltare le spalle a una possibilità di rinnovamento, mimetizzandovi dietro alle responsabilità dei politici del momento, delegandogli la vostra vita, il vostro futuro. Gli avete consentito di distruggere questo Paese con il veleno mortale delle mafie, con l’avidità di un potere senza scrupoli. Un territorio distrutto dall’inquinamento ambientale e morale. E voi, giù, a testa bassa, zitti, omertosi, a fingere di non vedere, coprendo il male che ha sparso sangue innocente, prendendo le parti degli sfruttatori, come ora, che vi siete trasformati tutti in giustizialisti social da quattro soldi, al servizio morale dei vostri singoli padroni che vi usano per scannarvi reciprocamente. Siete sempre stati voi i primi caini, i primi traditori di voi stessi e del vostro Paese. Voi, di qualsiasi orientamento politico, di qualsiasi classe sociale, di qualsiasi religione. Siete voi, che avete permesso tutto questo, nessun altro, e continuerete a essere così per sempre. Continuerete a calpestare le tombe degli eroi, a screditare le parole sensate, a spargere fango ovunque ci sia un pensiero che offuschi i vostri piccoli interessi, a essere burattini consapevoli di un sistema che vi conosce molto bene, e che vi sfrutta disprezzandovi. Mi sono veramente stancato di credere in una società migliore. Non c’è speranza. Sono arrivato alla conclusione che in realtà non ve la meritiate neanche, che tutto vi stia bene così com’è. L’Italia è quello che è, la libertà non fa per voi. Passo e chiudo.

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