VOI

Stavo pensando una cosa. Mi sono veramente stancato di credere in un futuro migliore, di sperare in una società diversa, equa, dove siano rispettati i diritti di tutti, dalla prima all’ultima persona, senza imparzialità, con giustizia. Una società fatta di valori nuovi, reali, dove libertà, onestà, diritti umani, siano alla base di un vivere civile, maturo, leale. Un sogno che avevo già fatto anni fa, spento nel sangue e nella manipolazione della sua verità. Un sogno andato in frantumi sulla mia pelle, che ha lasciato le sue cicatrici, ma anche una grande forza. Poi, sono passati un po’ di anni, nell’anestesia generale, e per un attimo ho ripreso a sognare una possibilità per tutti, una nuova era lontano dalla corruzione, dai giochi di potere, dalla distruzione consapevole del futuro della gente. Una metamorfosi, una rinascita, un’inversione di tendenza umana. Oggi però è accaduto qualcosa. Oggi mi sono reso conto che, allora come ora, siete sempre stati voi, a non volere un cambiamento positivo, a prestarvi a ogni tipo di manipolazione, di condizionamento, in cambio di una macchina, di una vacanza, di una raccomandazione, di uno status, di un tornaconto. Siete sempre voi, a voltare le spalle a una possibilità di rinnovamento, mimetizzandovi dietro alle responsabilità dei politici del momento, delegandogli la vostra vita, il vostro futuro. Gli avete consentito di distruggere questo Paese con il veleno mortale delle mafie, con l’avidità di un potere senza scrupoli. Un territorio distrutto dall’inquinamento ambientale e morale. E voi, giù, a testa bassa, zitti, omertosi, a fingere di non vedere, coprendo il male che ha sparso sangue innocente, prendendo le parti degli sfruttatori, come ora, che vi siete trasformati tutti in giustizialisti social da quattro soldi, al servizio morale dei vostri singoli padroni che vi usano per scannarvi reciprocamente. Siete sempre stati voi i primi caini, i primi traditori di voi stessi e del vostro Paese. Voi, di qualsiasi orientamento politico, di qualsiasi classe sociale, di qualsiasi religione. Siete voi, che avete permesso tutto questo, nessun altro, e continuerete a essere così per sempre. Continuerete a calpestare le tombe degli eroi, a screditare le parole sensate, a spargere fango ovunque ci sia un pensiero che offuschi i vostri piccoli interessi, a essere burattini consapevoli di un sistema che vi conosce molto bene, e che vi sfrutta disprezzandovi. Mi sono veramente stancato di credere in una società migliore. Non c’è speranza. Sono arrivato alla conclusione che in realtà non ve la meritiate neanche, che tutto vi stia bene così com’è. L’Italia è quello che è, la libertà non fa per voi. Passo e chiudo.

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INTELLEATTUALE

Se fossi un intellettuale farei di tutto per riconquistare la semplicità perduta.

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SS SpiraleSocial

Basaglia ha chiuso i manicomi, Zuckerberg ha aperto Facebook.

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IL FULGORE DI DONY

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RES PUBLICA

Vorrei vivere in un Paese libero, vivace, creativo, pulito nell’ambiente e nelle anime, senza giochi viscidi di potere, senza vittime e oscuri mandanti, senza martiri civili, senza privilegiati che campano sulle spalle di altri. Senza mafie. Vorrei un luogo dove fosse possibile progettare la propria vita, senza vivere depressi, desiderando la morte, odiando il mondo che ci circonda e sputando tutto il giorno veleno sui social, per convincersi di essere ancora vivi. Vorrei un Paese dove fosse possibile sognare, rendere concrete le proprie idee, crescere nel rispetto di tutti, alla ricerca di un punto in comune che ci avvicini sempre più alla vita, unica e vera portatrice di sana libertà. Vorrei un Paese che cresce, non tanto in un illusorio PIL, ma eticamente, senza arroganza, senza speculazioni, senza furbizie da quattro soldi, senza gogne mediatiche, senza malaffare, senza ombre mascherate da luce. Vorrei un Paese fondato su dei sani ideali, un Paese ancora in grado di desiderare un’utopia.

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NAVIGANDO

Non avrei mai pensato di scrivere un romanzo, non avrei mai voluto, in quest’era di romanzieri, al limite qualche racconto. La vita, con le sue tempeste, ti porta a navigare mari sconosciuti, e diventa naturale tenere un diario di bordo.

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LIBERO

Mi sento libero solo quando mi sparo un selfie, quando calibro il sorriso dentro a un piccolo riquadro, quando sfuggo da quegli occhi vuoti, occultando la tristezza come un ladro. Fingo, e non me ne frega niente, non sento più il dolore, rido felice, beato, senza pensieri nella mente.

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